mercoledì
15
aprile
Per quanto mi riguarda non ho fatto altro che pensare alle migliaia di sfollati che hanno trascorso la Pasqua fuori dalle loro abitazioni piangendo i propri cari morti: una calamita' naturale che ha devastato la consuetudine della loro tranquillita' quotidiana, gettandoli nello sconforto nella desolazione nonche' nella disperazione. Beh! Spero che la loro agonia non duri piu' a lungo del necessario ma, quanto meno, venga attutita da una sensazione di ripristino della normalita' con il ritorno nelle proprie abitazioni.
Cosi' come tutti gli altri Irpini che hanno vissuto il terremoto dell'80, ricordo che i nostri sfollati furono costertti a vivere nei containers, case prefabbricato, per moltissimi anni, in attesa che le proprie abitazioni, crollate, venissero ricostruite... intanto la loro tragedia si trasformava in occasione per tutti coloro che hanno approfittato della situazione per lucrare, quali tecnici e addeti alla ricostruzione, nonche' moltissimi terremotati, stessi che sono riusciti ad ottenere abitazioni nuove di zecca, anche prima degli altri, in cambio delle proprie che erano forse gia' vecchie e decrepite, ancor prima del terremoto, rimaste in piedi in quanto site in comuni ove, per un motivo o pr un altro, non si avevano avuti n'e' danni n'e' tanto meno morti
La nostra esperienza ,quindi, non riesce a mitigare l'ansia degli Abruzzesi perche' sanno bene di rischiare di passare lo stesso calvario: sprechi, corruzioni e monopoli criminali sono in agguato.
Ricordo bene, inoltre, il panico scolpito negli occhi del prossimo, durante gli attimi immediatamente sucessivi al disastro, il terrore mentre si tentava di scoprire cosa fosse successo ai propri cari, amici o conoscenti dei quali non si aveva piu' nessuna notizia con il consequente abbandono alla disperazione una volta constatato il peggio oppure l'idescrivibile sollievo nel ritrovare la persona scomparsa.
Ero molto piccola all'epoca, ma ricordo benissimo la sofferenza che attanagliava tutti, ho tentato di dimenticare quel periodo e, in verita', credevo di esserci riuscita, ma quella terribile realta' si e' ripresentata a non moltissimi chilometri di distanza colpendo connazionali inermi, proprio come lo eravamo noi e la sofferenza, apparentemente affievolita nel mio cuore e' riesplosa gettandomi nel panico e nello sconforto piu' assoluto. Mai Avrei augurato a un mio simile di vivere le stesse circostanze.... mi dispiace....mi dispiace tanto!
E' stata una Pasqua di dolore per l´Abruzzo... tutta l'Italia lo sa, ed e' per questo che si e' unita in un abbraccio di conforto e solidarieta'.
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