venerdì
16
gennaio
Penso che sia capitato a molti sentire l'espressione la famiglia non e' piu' quella di una volta!; Bene, anche a me... e non nego che, la prima volta, abbia inteso un brivido sconvolgere i miei sensi con la stessa intensita' di un fulmine che turba la serenita' del cielo in una splendida mattina di primavera. Un'infinita' di perche' hanno condizionato i miei pensieri attirando l'attenzione fino al punto di non riuscire a meditare su nient'altro.
Poi sono arrivata ad una serie di conclusioni che, se pur dolorose, sono tuttavia accettabili sia dal punto di vista morale che esistenziale. Mi rendo, perfettamente, conto che con i mutamenti sociali si ha una perdita di usi, costumi e tradizioni del nostro patrimonio culturale che,difficilmente, possono essere recuperati... ma e' pur vero che i tempi cambiano e le abitudini si evolvono in base alle nuove necessita' ed interessi in relazione alle nuove circostanze di vita e, a tutti i tipi di rapporti umani, non resta altro che un lento ma inevitabile adeguamento.
La famiglia sembra soffrirne maggiormente in quanto, piu' degli altri rapporti, ha subito un drastica inversione di rotta tanto da sconvolgere le abitudini della vecchia generazione che non riesce proprio ad accettare il modo di organizzarsi della nuova in ambito familiare.
La cosa che colpisce maggiormente e' il troppo il permissivismo verso i figli che, mentre in passato, dovevano sottostare alle regole imposte naturalmente dai genitori oggi, per l'opinione pubblica, sembra che le parti si siano invertite. In realta', secondo me, si e' solo ridimensionata quella forma di tensione che un tempo veniva chiamata impropriamente rispetto, scaturita dalla paura per la troppa severita' dei genitori , ed e' subentrato un nuovo tipo di rapporto basato sulla comprensione e sull'amicizia anche se, a volte se non spesso, degenera fino a superare il limite massimo entro al quale non si puo' piu' parlare di buona educazione.
Fino alla fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento in campagna perdurava la famiglia multipla che rispondeva alle esigenze della produzione del lavoro agrico, era intesa quale unione sancita dal matrimonio che si allargava con la venuta dei figli e la presenza dei nipoti e dei nonni, ma oggi non esiste quasi piu' se non in qualche localita' dell'entroterra.
Ciascun membro appartenente alla famiglia lavorava, dall'alba al tramonto, nei campi per poi ritrovarsi tutti insieme intorno alla tavola per ristorarsi, scambiarsi informazioni, chiacchierare, discutere e quant'altro fosse servito per alleviare un po' le fatiche prima di andarsene a letto e concludere,cosi', l'interminabile giornata; difficilmente uscivano se non in occasione delle feste comandate e di quella del Santo Patrono del paese.
Oggi, al suo posto, si e' affermata la famiglia nucleare che ha contribuito alla nascita della societa' libera borghese e dal 1948, con il calo del tasso di natalita', si è ridimensionata anche nel numero di figli fino ad arrivare ad uno, massimo due per coppia. Sono cambiati, inoltre, i principi economici sui quali si basa la societa' e si sono diffuse nuove abitudini di vita: i figli tendono a lasciare la propria casa per andare a lavorare, anche, a molte ore di distanza dai propri genitori, conducendo vite parallele senza vedersi per molte settimane all'anno; ma cio' nonostane, devo dire, che il legame affettivo non sembra essere scomparso del tutto, sicuramente si e' allentato ma persiste, tanto quanto il rispetto.Tra i membri della stessa famiglia sussiste un nuovo tipo di legame per il quale non necessita la presenza fisica delle parti per volersi bene, basta semplicemente esserne consapevoli. I figli sono abituati, fin da piccoli, a vedere poco i propri genitori: il progresso ha coinvolto la famiglia e il dispensabile non basta piu'; il nucleo familiare e' diventato piu' esigente e non rinuncia alle comodita': viaggi, tecnologia, abbigliamento firmato...quindi un solo reddito non e' piu' sufficiente ed entrambi i genitori, sono costretti ad andare a lavorare fuori casa per molte ore al giorno lasciando i figli, con i nonni o con le baby-sitters, ai quali non resta altro che confidare nell'affetto a distanza e ricambiarlo allo stesso modo.
Intanto crescono e con loro la propria personalita' che si forgia senza l'onnipresenza dei genitori dei quali riescono tranquillamente a farne a meno se non in circostanze di necessaria presenza.
Oggi, inoltre, esistono una pluralita' di forme familiari, alle quali le persone che vivono sotto lo stesso tetto devono abituarsi: tra le quali quelle con un solo genitore, coppie di fatto, matrimoni o convivenze tra divorziati, presenza di persone nella stessa casa che non hanno vincoli di sangue (figli nati dai precedenti matrimoni)... la famigli moderna ha sostituito quella tradizionale: i rapporti tra i membri sono cambiati! ... In meglio? in peggio? secondo me n'e' in un verso n'e' nell'altro ma semplice si sono evoluti alla quale evoluzione dobbiamo semplicemente adeguarci.... e secondo voi?strong>
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